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23 Aprile 2020

Posti che neanche immaginiamo

Durante un viaggio sull’autostrada Milano-Torino in questi giorni di quarantena, Daniele Ratti ha fotografato le aree di servizio. Luoghi in cui mille volte abbiamo sostato per sgranchirci le gambe o bere un caffè. E che ora sono deserti come mai li abbiamo visti
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Ci sono dei luoghi che ci parlano di viaggio più di ogni altra cosa, che sono sinonimo di folla, di file per prendere un caffè, di parcheggi pieni, di panini dai nomi che fanno parte dei nostri ricordi (“Fattoria”, “Camogli”, “Rustichella”) e di code nei bagni. Luoghi che conosciamo alla perfezione ma non osserviamo mai. Quelli che il sociologo francese Marc Augé ha analizzato coniando un neologismo perfetto: “Nonluoghi”. Sono quegli spazi in cui milioni di persone si incrociano senza mai entrare in relazione. Spazi che da sette settimane improvvisamente non frequentiamo più e che sono usciti dalla nostra vista.

Foto di Daniele Ratti per Altre/Storie

Le aree di servizio sulle autostrade oggi sono luoghi silenziosi, quasi spettrali. Sembrano dimenticate, abbandonate. Si incontrano solo camionisti e, in quelli che erano i parcheggi, la fanno da padroni gli stormi di uccelli. A raccontare quello che non immaginiamo ci ha pensato il fotografo Daniele Ratti, durante un viaggio di lavoro tra Torino e Milano in cui non ha incontrato nemmeno un’automobile.

Il traffico sulle autostrade italiane, infatti, è crollato del 76 per cento; è rimasto solo il trasporto delle merci, ovvero i camion di Amazon. Se prima del Covid-19 in un Autogrill entravano quattromila persone al giorno, oggi sono a malapena quattrocento. Il caffè al banco è vietato, si può solo prendere cibo da asporto, ma le porte sono ancora aperte come servizio alla comunità dei trasportatori che si sgranchiscono le gambe e fanno un salto in bagno. Il petrolio non è mai costato così poco, i depositi traboccano di carburante perché il traffico è fermo, e se qualcuno si avvicina alla pompa deve fare da solo perché anche i benzinai sono a casa.

C’è il sole, fa caldo, ci aspetteremmo da un momento all’altro l’arrivo di una famiglia con il canotto già gonfiato nel bagagliaio e con i bambini che corrono tra gli scaffali implorando che gli si compri il maxi Chupa Chups o l’uovo di cioccolato. Speriamo di non dover vedere la neve prima che accada.

Foto di Daniele Ratti per Altre/Storie

Chi è Daniele Ratti

Daniele Ratti, fotografo, vive a Torino. Dedica il suo lavoro fotografico alle storie, siano esse di persone, architetture o luoghi. Negli ultimi anni ha documentato l’architettura razionalista nelle ex colonie italiane, dall’Africa alla Grecia, e i borghi agricoli razionalisti in Sicilia.

www.danieleratti.it

Su Instagram @danieleratti

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