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18 Marzo 2024

I libri mantengono le promesse

Non dovete sentirvi in colpa se avete letto metà dei libri che avete comprato, loro sono pazienti e contengono una promessa di incontro e di scoperta. Verrà il giorno giusto e allora farete finalmente il viaggio in loro compagnia
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I libri per me sono dei compagni di vita, nel vero senso della parola: viaggiano, cambiano casa e si spostano con me. Mi tengono compagnia e li conosco tutti, anche quelli che non ho mai letto. Sono questi ultimi quelli che mi affascinano di più, perché contengono una promessa e un’idea di futuro, perché so che un giorno ci incontreremo. Mi ricordo che ci sono, mi ricordo perché li ho comprati, mi ricordo le loro copertine e quello di cui parlano, ogni tanto li prendo in mano, li apro e sento gioia al pensiero che verrà anche il loro momento.

I libri che ho sul mio comodino

I libri sono pazienti, non si stancano di aspettare, prima o poi verrà il loro turno. Ogni tanto mi salta all’occhio un titolo, oppure nei fine settimana o la sera mi metto a scavare spinto da un’idea, da una curiosità o da un ricordo e ne prendo in mano uno e lo sposto sul comodino. Se si tratta di romanzi ne leggo uno alla volta, ma per tutti gli altri funziona in modo completamente diverso: ne leggo anche tre o quattro in contemporanea e questo va avanti per settimane. Ne mescolo di vecchi e di nuovi. Li apro e leggo un capitolo, una storia. Mi piace perché è come stare con un gruppo di amici e ognuno dice la sua.

In questo periodo ci sono due vecchi libri che aspettavano da anni e che hanno confermato la sensazione di ricchezza e bellezza che mi ero fatto di loro.

Tra i libri che abitano la mia libreria da anni ci sono “Atlantico” di Simon Winchester e “Beirut. Storia di una città” di Samir Kassir

Atlantico” di Simon Winchester è un libro di una decina di anni fa che contiene un oceano di storie: grandi battaglie marine, naufragi, scoperte, atti di eroismo. L’Oceano Atlantico è un mondo infinito e affascinante, con cui l’uomo si è misurato per secoli combattendo paure e tempeste, e che oggi attraversiamo in una mezza giornata di volo, immersi negli schermi di un aereo. Eppure, quell’acqua là sotto è stata testimone di milioni di avventure umane. Ogni volta che lo sfoglio mi si apre uno scenario sempre diverso, dal deserto costiero della Namibia al ruolo delle Isole Faroe nella Seconda Guerra Mondiale, dai mercanti di schiavi alle spedizioni dei Vichinghi, primi navigatori oceanici, fino ai cacciatori di balene. 

Simon Winchester è un giornalista e scrittore che ha girato il mondo per il Guardian e il Sunday Times, raccogliendo così tante storie da aver scritto una trentina di libri. Nel 1982 venne mandato alle Isole Falkland, dopo l’invasione Argentina, per raccontare la guerra. Scambiato per una spia britannica venne arrestato e portato nel remotissimo carcere di Ushuaia nella Terra del Fuoco dove rimase per tre mesi. Il suo modo di raccontare è magnifico, mescola storia, cronaca e dettagli di vita personale, così io da mesi faccio i miei viaggi atlantici in sua compagnia.

La vista dell’Oceano Atlantico dalle Isole Faroe, un’immagine che mi è rimasta impressa da quando sono andato a visitare quei luoghi nell’agosto del 2022

Beirut. Storia di una città” di Samir Kassir abita nella mia libreria da quindici anni. Quando l’ho comprato non sapevo che l’autore fosse stato ucciso da una bomba che era stata messa sotto la sua auto davanti a casa il 2 giugno del 2005. Samir Kassir aveva solo 45 anni e i suoi assassini sono rimasti ignoti e impuniti. Era figlio di un palestinese e una siriana, aveva studiato a Parigi (dove aveva conseguito un dottorato in Storia con una tesi sulla guerra civile libanese) ma amava profondamente la sua città e si era speso come giornalista, storico e attivista politico a denunciare corruzione, gruppi di potere e a battersi per la libertà del suo Paese dalle interferenze straniere a partire da quella siriana.

Il suo libro, che è un viaggio nella storia di Beirut, spazia dai romani alle crociate, per raccontarci come il Libano diventò la Svizzera del Medio Oriente per poi essere risucchiato nella guerra civile. È un intreccio di storie grandi e piccole, di politica e costume, di guerra e di splendore. Trasmette la nostalgia per un mondo perduto, pieno di case editrici, giornali e fermenti culturali.

Il racconto contiene tutto quello che abbiamo visto e ascoltato su questa città, leggendolo rivedo tutte le fotografie (quelle che amo di più le ha scattate Gabriele Basilico, ve ne avevo parlato qui) e i film che l’hanno raccontata. È un libro talmente ricco che lo leggo molto lentamente perché non voglio che finisca.

La vista dall’Hotel Hilton nel 1991 su una Beirut ridotta in macerie. © ContrastoBooks/Archivio Gabriele Basilico

Così non dovete sentirvi in colpa se non avete letto tutti i libri che avete in casa (io penso di non arrivare alla metà) e nemmeno se non li avete finiti. Loro sono lì che vi aspettano e un giorno vi incontrerete.

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