IL LIBRO

La Russia in quattro criminali

18 novembre 2022 | diMario Calabresi

C’è un piccolo libro, appena uscito, che mi è piaciuto moltissimo perché mostra come le storie delle persone, anche le storie minori, possano essere capaci di spiegare fenomeni complessi e come possano svelare la grande Storia. Il libro si chiama “La Russia in quattro criminali” e lo ha scritto Federico Varese.


Il nuovo libro di Federico Varese “La Russia in quattro criminali”, edito da Einaudi 

Varese insegna criminologia all’Università di Oxford e il suo punto di vista sul mondo è sempre sorprendente e mai scontato o banale. Nel momento in cui tutti sul Pianeta scrutano Putin cercando di comprendere i suoi pensieri, la sua strategia e il futuro della Russia, Federico Varese cambia l’oggetto dello sguardo e lo sposta sulla storia recente di quel Paese per mostrarci come ciò che è successo, dopo la caduta del comunismo, sia in grado di spiegare alla perfezione i comportamenti del suo dittatore.

Ma non lo fa analizzando i processi politici, le sfide planetarie, le elezioni, ma legge la Russia che scende in guerra attraverso le biografie di quattro criminali che hanno occupato la scena a partire dagli anni Novanta. Sono loro il simbolo di una nazione perché il regime russo è il culmine di una transizione al mercato e alla democrazia profondamente viziata dal furto generalizzato, dalla repressione del dissenso e dall’alleanza tra criminalità e politica.

La prima storia ci parla dell’ascesa, all’epoca dell’Unione Sovietica, di un mafioso che trova il suo terreno ideale nella stagione del passaggio al mercato dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine del comunismo. Ci fa comprendere come negli anni della presidenza di Boris Eltsin la sopraffazione abbia disegnato la nuova Russia.

Non può mancare la figura dell’oligarca, in questo caso è Boris Berezovskij, il più ambizioso di tutti, quello che rappresenta il passaggio dalle aziende di Stato a una proprietà privata in mano a pochi, una nuova oligarchia di intimi del potere.Nel libro sono poi narrate, attraverso i video pirata di un carcerato, le storie allucinanti del mondo carcerario russo, composto da mille e duecento penitenziari e che costa l’1,5 per cento dell’intero budget statale (il più alto in tutta Europa), che per violenza, abusi e torture è erede diretto dei gulag sovietici.


Federico Varese, a sinistra, insegna criminologia all’Università di Oxford. Qui insieme allo scrittore John Le Carré alla cerimonia di consegna della laurea honoris causa conferita allo scrittore nel 2012

Infine, Varese racconta la carriera dell’inventore del più potente virus informatico del mondo e attraverso di lui le guerre digitali della Russia di Putin, che sfrutta gli hacker per la sua guerra su Internet all’Occidente.Un libro che toglie ogni illusione ma che, nelle ultime righe, fa dire al suo autore che ama profondamente quel Paese dove ha studiato: “La Russia sembra essere imbrigliata in un circolo vizioso di modernizzazione, timida liberalizzazione e repressione. Chi, come me, ha a cuore le sorti di questo Paese spera che il suo passato non sia anche il suo destino”.