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La cultura è più forte del virus

27 novembre 2020 | diMario Calabresi

In attesa di capire quali saranno le misure di contenimento dell’epidemia che ci aspetteranno nelle prossime settimane, il mondo della cultura – come tanti altri settori – continua a soffrire per le restrizioni. Tra chiusure dei musei e delle mostre e cancellazione degli eventi in presenza. Ma l’arte e il sapere sono più forti del virus e hanno imparato a valicare muri e portoni serrati per il lockdown, raggiungendoci ovunque. Sono numerose, infatti, le iniziative online organizzate per mantenere il legame tra i cittadini e le istituzioni culturali. Visite virtuali, dipinti postati e spiegati sui social network, webinar: il panorama delle offerte è variegato. Oggi vi propongo alcune segnalazioni, da Torino a Roma, dalla fotografia al design.

Il fotografo Paolo Pellegrin

Mercoledì 9 dicembre, alle ore 18.00, tre importanti poli culturali torinesi come la Venaria Reale, i Musei Reali e Camera-Centro italiano per la Fotografia presentano un nuovo appuntamento del calendario di dirette Facebook stilato per discutere insieme di fotografia, dagli scatti dei grandi maestri ai reportage su temi d’attualità. Le tre istituzioni, con Fondazione Torino Musei e Museo Ettore Fico, hanno così deciso di fare rete con il programma “Autunno della fotografia. Torino 2020”. Protagonista in questa occasione sarà il fotografo Paolo Pellegrin, in un incontro intitolato “Raccontare la guerra fra giornalismo e arte” che vedrà la partecipazione anche di Edoardo Accattino, Paolo Ventura e Monica Poggi.

Anche la Fondazione Mast-Manifattura di arti, sperimentazione e tecnologia di Bologna ha allestito sul suo sito internet due tour guidati alle mostre che dovrebbe ospitare. La prima è “Photography Grant on Industry and Work 2020”, sesta edizione del concorso fotografico biennale su industria e lavoro dedicato ai talenti emergenti. I progetti dei cinque finalisti – tra cui la vincitrice Alinka Echeverría – affrontano temi come i danni ambientali da agricoltura intensiva, l’identità femminile nell’industria cinematografica e nell’informatica, l’Intelligenza artificiale, l’omologazione nell’industria della moda, il design industriale. La seconda mostra è “Inventions”, un’ampia selezione di fotografie delle invenzioni artistico-tecnologiche più brillanti provenienti dalle collezioni dell’Archive of Modern Conflict di Londra e dagli Archives nationales francesi e prodotte tra le due guerre mondiali.

La Triennale Milano, invece, propone il programma speciale e interamente virtuale “Triennale Upside Down”, che prevede una serie di format e di contenuti pubblicati sul sito e sui canali social. L’idea è quella di trasformarsi in uno spazio digitale, un hub sempre aperto e sempre online, con un palinsesto in evoluzione di video, podcast, visite guidate, attività didattiche, incontri e performance. «In un momento difficile e incerto come quello che stiamo vivendo, la cultura è una risorsa fondamentale e deve cercare nuove strade per raggiungere le nostre comunità. Le due grandi mostre dedicate a Enzo Mari e a Claudia Andujar, gli appuntamenti del “Public Program”, le visite guidate al Museo del Design italiano, le performance del festival “Fog”, tutta questa straordinaria ricchezza che è Triennale Milano continua a essere accessibile sui canali e sulle piattaforme digital», scrive il presidente Stefano Boeri per spiegare l’iniziativa.

Idea analoga per il Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove poco prima del nuovo lockdown si era inaugurata la “Quadriennale d’arte 2020”. È stato allora messo a punto un programma di podcast, video, perfomance, visite guidate, musica, gallerie fotografiche e approfondimenti fruibili sia sul sito sia sui canali social. Esempi? “Partita doppia: storie d’arte dalla Quadriennale tra passato e futuro”, progetto che propone un’originale narrazione della Quadriennale; oppure “Fuori”, serie di dialoghi fra i 43 artisti in mostra e importanti rappresentanti della storia dell’arte italiana. La domenica, su Spotify e in replica su Instagram, si potranno ascoltare anche le playlist selezionate per costruire una colonna sonora alla mostra.