LA STORIA

La ciclovia che unirà l’Europa

16 aprile 2021 | diMario Calabresi

Ci sono fatti terribili che nel tempo producono anche cose buone e ci sono giorni in cui accadono cose apparentemente piccole ma di cui possiamo subito intuire le conseguenze.
Questa settimana mi sono trovato all’incrocio di queste due traiettorie. È accaduto alla Bolognina di Crevalcore, in quella piccola stazione dove il 7 gennaio del 2005, in una mattina di nebbia, un treno regionale carico di passeggeri si scontrò con un convoglio merci. Persero la vita 17 persone. Quella linea ferroviaria a binario unico ora non esiste più, è stata rimossa, al suo posto si srotola un nastro di graniglia rossastra su cui correranno solo biciclette. Il secondo fatto è che questo frammento di pista ciclabile emiliana, appena inaugurata e che porta da Mirandola alle porte di Bologna, si collega a un percorso chiamato “Ciclovia del Sole” che lungo 7400 chilometri congiungerà Capo Nord a Malta, percorrendo tutta l’Italia.

La Ciclovia del Sole vista dal drone

Verrebbe da dire che la bicicletta potrebbe fare gli europei più di quanto non sia riuscita a fare fino ad oggi l’Europa intesa come istituzione.

Ma soprattutto mi è chiaro quali saranno le conseguenze: l’apertura di un percorso che porterà un flusso di cicloturisti nel nostro Paese, che scendendo dal Brennero lungo la Valle dell’Isarco arrivano a Verona, poi proseguono fino a Mantova, a Bologna e presto potranno attraversare l’Appennino fino a Firenze.

La forza di questo progetto è quello di far conoscere un’Italia che non è solo quella delle città d’arte, ma è fatta di un territorio prezioso dove ogni dieci chilometri cambia il modo di cucinare, di parlare e la storia. Di farlo in modo lento e approfondito, dove le sensazioni ti restano sulla pelle. E di aiutare un nuovo sviluppo economico legato a un turismo nuovo e promettente. 

Il percorso della Ciclovia del Sole da Mirandola a Bologna

La parte emiliana della ciclovia si divide in tre mondi: la pianura dal Po, Bologna e la collina della valle del Reno fino al crinale toscano. Su Bologna non dirò nulla, la conosciamo e sappiamo quanto fascino abbia. Anzi mi correggo, non la conosciamo e non sappiamo mai abbastanza quanto fascino possa avere, e quindi rimando alla sua scoperta ogni fantasia.

La parte di pianura è quella che inizia dal Po e dopo una ventina di chilometri percorre la silenziosa ma drittissima ex ferrovia Verona-Bologna per circa 50 km. Qui tutto è mite. La pianura, il paesaggio, i paesi, lo scorrere semplice e sicuro perché protetto da un fuso dritto dove passano solo le bici. E in questa rilassatezza è possibile parlare con i propri compagni di viaggio, guardare il paesaggio, e pedalare pigramente fra campi e centri storici facilmente belli e ricchi di socialità, cultura, servizi.

Secondo Alessandro Delpiano, ingegnere filosofo che guida l’Area Pianificazione della città metropolitana di Bologna, «il cuore dell’Emilia batte più qui che lungo la Via Emilia o in qualsiasi altra parte della regione». È la terra che Marco Belpoliti, come scoprirete sempre in questa newsletter, racconta nel suo ultimo libro “Pianura”.

Davide Cassani, CT della nazionale italiana di ciclismo, percorre la Ciclovia del Sole

Attraverserete i ponti in metallo dell’ex ferrovia, zone paludose con canneti e prati umidi, scoprirete Mirandola, che ha ancora una pianta ottagonale grazie al fatto che era una fortezza rinascimentale, San Felice sul Panaro, già feudo di Matilde di Canossa, il centro storico porticato di Crevalcore, San Giovanni in Persiceto fondata dai Longobardi con la torre civica medioevale e uno dei carnevali storici più antichi d’Italia.

A San Giovanni c’è una piazzetta, in fondo a via Betlemme, le cui case sono state dipinte a trompe l’oeil da Gino Pellegrini un famoso scenografo hollywoodiano che ha collaborato a film come “2001 Odissea nello Spazio” di Kubrick e “Gli uccelli” di Hitchcock.

Lungo questa strada incontrerete una gran quantità di sagre, feste popolari, mercati contadini e piccoli musei di ogni genere e tipo. Per non parlare della festa della “gola”: lasagne, tagliatelle, tortelloni e tortellini rigorosamente in brodo, e poi i salumi, il parmigiano reggiano e le crescentine.

Il Ponte Vizzano a Sasso Marconi

Poi, dopo Bologna invece arriva la Collina e la Montagna. E qui le cose cambiano. Qui non basta più solo il sentimento, qui prevale l’emozione. Questo avviene perché la Valle del Reno è uno scrigno straordinario di originalità, a partire dal fatto che è il luogo dove Guglielmo Marconi ha fatto la scoperta più importante della contemporaneità. Per ora il tratto da Bologna al confine con la Toscana è in gran parte su strada, ma nel giro di un paio d’anni promettono che verrà completata la pista protetta anche qui.

Il percorso passa dalla chiusa storica di Casalecchio, un muro di mattoni che fece di Bologna la città più dotta e ricca d’Europa, dal ponte sospeso di Vizzano, fino a Sasso Marconi e a Marzabotto, paese martire della Resistenza con la sua Casa della Memoria.

Ci sarà molto da pedalare, ma chi ad un certo punto dovesse cambiasse idea sappia che ogni dieci chilometri c’è una stazione ferroviaria. Buon viaggio per quando torneremo tutti “bianchi”.