I CONSIGLI

Cinque proposte per figli e figlie

19 marzo 2021 | diFederico Taddia*

Puntuale, immancabile, forse non necessaria ma sempre presente. Ecco arrivata la “Festa del papà”. C’è poco da festeggiare visti i tempi, direte voi! Come darvi torto. Come se non bastasse la traduzione di “papà” nella famigerata sigla “Dad”, ammettiamolo, non aiuta nemmeno a rendere più simpatico il lieto evento. Ma calendario e tradizioni non conoscono pandemie, e questo secondo “19 marzo” in lockdown può essere un’occasione per riflettere un po’ su di noi: che padri eravamo e che padri siamo diventati un anno dopo, in cosa siamo cambiati, cosa abbiamo perso e cosa abbiamo conquistato. Cosa abbiamo scoperto di noi e dei nostri figli. Tutto quello che il Covid-19 ci ha tolto e ci sta togliendo lo conosciamo bene, ne abbiamo contezza ogni giorno. Provare a chiederci cosa ci ha lasciato ci viene meno facile, quasi come se avessimo sensi di colpa ad ammetterlo (noi padri poi, che di sensi di colpa siamo cinture nere!).

Guardiamo i nostri figli – nelle loro stanze, nei salotti, mentre sono davanti ad uno schermo, mentre ci chiedono di uscire anche solo per cinque minuti, mentre s’inventano mille modi per tenere vive le relazioni tra chat e Fortnite – e nel frattempo guardiamo anche noi: ci siamo trovati a condividere spazi e tempi che, nella maggior parte dei casi, non avevamo condiviso con loro; abbiamo conciliato i nostri ritmi ai loro; abbiamo elaborato strategie per colorare e riempire ore in apparenza sempre troppo vuote; abbiamo – forse – dato un valore diverso alla noia: non più parentesi da occupare a tutti i costi, ma parentesi da viversi e lasciarsi vivere, oasi a volte di apatia altre volte di nuove creatività, ma comunque oasi in cui poter sostare. Molti padri – alla stregua dei nuovi padri – sono entrati in campi nuovi, o dove solitamente entrano in punta di piedi: la scuola, la socialità, l’ambito emotivo. Il classico, paludato, eterno “Cosa hai fatto a scuola?” sostituito da più caldi, avvolgenti, interessati “Come stai?”, “Posso aiutarti?”, “Facciamo qualcosa insieme?”.

Sì, facciamo qualcosa insieme. Rafforzare il rapporto, conoscersi, diventare complici facendo cose insieme, fondendo obiettivi e strategie, errori e abilità.

È nato così “Sei troppo forte papà!” (Mondadori), il mio nuovo libro in cui – attingendo in parte dall’esperienza personale e in parte in quella di amici e colleghi – ho strutturato 39 attività (più una, quella suggerita dai lettori) da consigliare a figlie e figli per coinvolgere i padri. Padri di tutti i tipi: pigri e incasinati, ordinati e sbadati, iperattivi e svogliati, padri seriosi e padri in pantofole. Proposte, alcune semplici e altre un po’ più complesse, per mettersi in gioco e conoscersi un po’ meglio grazie agli occhiali del divertimento, dell’avventura e dell’ironia. Ecco cinque attività per dire “Sei troppo forte papà”.

FARE UNA CLESSIDRA

È la prima attività proposta. Semplice da realizzare, ma emblematica del momento: il tempo passa, ma lo puoi anche fermare. Perché non farlo godendosi anche questo tempo sospeso?

DISEGNARE L’ALBERO GENEALOGICO

Non si possono andare a trovare nonni, zii e parenti? Tra una call e l’altra cerchiamo di ricostruire la nostra famiglia: dando nome e cognome a nonni, bisnonni e avi sconosciuti, andando a pescare foto ingiallite nei cassetti o scatti dispersi in qualche vecchio hard disk.

PASSARE LA NOTTE IN TENDA

Si può vivere un’avventura anche in casa? Certo, basta volerlo. Non è come andare in campeggio, ma si può montare la tenda in salotto, cercare il sacco a pelo, prendere la torcia e vivere una notte sotto le stelle…stando sotto al tetto.

FARE UNA MARATONA TV

Scegliere la serie, decidere il menu, trovare il cuscino e il divano più comodo: organizzare una maratona richiede cura dei dettagli. Poi però, quando si comincia, il successo è assicurato. E anche una cosa semplice come stare davanti alla tv può diventare un momento speciale, unico e indimenticabile.

UN WEEKEND IN CAMPER

Per quando tutto sarà finito progettare qualcosa che non si è mai fatto, soprattutto per padri abituati alle comodità e con poco spirito d’avventura. Un sogno di libertà pieno di sorprese e imprevisti.

Un weekend in camper, un capitolo del libro di Taddia con le illustrazioni di Laura Re

*Federico Taddia è giornalista, autore e divulgatore scientifico. Su Radio24 conduce “I Padrieterni”, scrive per “Topolino” e “La Stampa”. Con Telmo Pievani ha realizzato il podcast “Terra in vista”.