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31 Dicembre 2020

Non tutto è da buttare

Il 2020 è stato terribile e resterà nella nostra memoria per la pandemia che ci ha travolto. Eppure non sono mancati i fatti positivi. Ripercorrendo i 12 mesi appena trascorsi, ne ho individuati otto. Con l’augurio che il 2021 possa portarci coraggio e serenità
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L’anno della paura e dello sconforto: non ci dimenticheremo mai questo 2020. Dodici mesi cominciati con gli incendi in Australia, un virus che si stava diffondendo in una zona periferica della Cina e l’omicidio mirato di un leader iraniano che fece temere l’inizio di una guerra con gli Stati Uniti. Un anno che ci ha travolti e ha cambiato radicalmente le nostre vite. Per ognuno di noi sarà per sempre termine di paragone, ricordo da esorcizzare. Nessuno oserà mai difenderlo ma, ora che è definitivamente finito e che sono cominciate le vaccinazioni, vorrei provare a mettere in fila una serie di cose buone che sono accadute nei 366 giorni del 2020 (sì, perché era bisestile).

1) In Africa non esiste più la poliomielite. Il virus della polio, che ancora 25 anni fa causava la paralisi di 75 mila bambini ogni anno, è stato sconfitto grazie a un’immensa campagna di vaccinazioni lanciata da Nelson Mandela. Il vaccino venne sviluppato all’inizio degli anni Cinquanta da Jonas Salk, ma i programmi di immunizzazione di massa sono del decennio successivo, quando Albert Sabin mise a punto il vaccino orale distribuito in tutto il mondo. Quello della polio è il secondo virus eradicato dall’Africa dopo il vaiolo che venne dichiarato scomparso quarant’anni fa. Oggi la poliomielite continua a colpire in due soli Paesi al mondo: Pakistan e Afghanistan.

Sudan, 2015. Le vaccinazioni contro la poliomielite che hanno portato a debellare il virus in Africa (foto ©Nicola Berti/Cuamm)

2) Non possiamo non notare che il vaccino contro il Covid-19 è arrivato in un solo anno, frutto di una cooperazione scientifica mondiale che non ha precedenti.

3) Per la prima volta nella storia gli Stati Uniti hanno un vicepresidente donna. Kamala Harris si riconosce come afroamericana, suo padre è giamaicano e la madre indiana. Un segnale importante in un anno in cui le donne hanno mostrato di saper governare la crisi e la pandemia meglio degli uomini, basti ricordare oltre ad Angela Merkel, la premier neozelandese Jacinda Ardern, quella finlandese Sanna Marin e la taiwanese Tsai Ing-wen. Tutto questo in un anno in cui la rappresentanza politica femminile è salita globalmente al 25 per cento dei seggi parlamentari.

Il 7 novembre scorso, Kamala Harris posta sul suo profilo Instagram il video della telefonata durante la quale annuncia a Joe Biden la loro vittoria alle elezioni presidenziali Usa. “We did it”. “Ce l’abbiamo fatta”, esclama Harris, prima vicepresidente donna della storia americana

4) Per il quinto anno di fila diminuiscono i morti per terrorismo.

5) Il 2020 è stato l’anno in cui le fonti di energia rinnovabile hanno raggiunto la percentuale più alta di utilizzo.

6) Sono tornate le megattere nella baia di New York di fronte a Manhattan. L’acqua più pulita del fiume Hudson ha ricreato un ambiente favorevole al ritorno delle balene.

7) A questo elenco avrei voluto aggiungere la storia romantica dei due panda giganti dello zoo di Hong Kong che, grazie alla tranquillità e alla privacy del lockdown e lontano da occhi indiscreti, si sono accoppiati dopo anni di tentativi guidati. È successo ad aprile e a luglio erano stati notati sintomi di gravidanza nella femmina che si chiama Ying Ying. Purtroppo a settembre il sogno del baby panda è sfumato.

8) Il 21 febbraio, il giorno in cui il primo focolaio di Covid-19 in Italia è stato rilevato a Codogno, è nata questa newsletter, che ha tenuto compagnia a me e a voi in quest’anno inimmaginabile. Molti auguri per un nuovo anno di serenità, in cui ci sarà richiesto di avere ancora molta tenacia e pazienza!

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