Vi scrivo dal Perù, dove sono stato invitato alla Fiera del libro di Lima. L’Italia era il Paese ospite della manifestazione e io ho fatto due incontri, uno sul valore delle parole insieme alla filosofa Ilaria Gaspari e uno sul mio primo libro, che nell’edizione spagnola si chiama “Salir de la noche”. Erano interessati a parlare delle vittime del terrorismo e di come si può uscire da una stagione di sangue, salvando memoria e verità, perchè anche qui è stato pagato un prezzo altissimo. Le loro Brigate Rosse si chiamavano Sendero Luminoso e hanno fatto più di 18mila omicidi. Ma la commissione per la verità e la riconciliazione ha stimato che 69mila persone siano state uccise o siano scomparse in quella che si era trasformata in una guerra tra i terroristi, le forze governative e le milizie dei villaggi.

Nel Perù di oggi però si parla di Dina Boluarte, la Presidente della Repubblica che ha il favore di solo il 2,5% della popolazione, di Papa Leone, considerato qui il pontefice peruviano dopo quello argentino, e dell’eredità di Mario Vargas Llosa, il Premio Nobel scomparso recentemente che era nato ad Arequipa. In ogni angolo della Fiera del libro, in tutte le librerie e negli aeroporti ci sono i suoi libri e le sue foto ed è celebrato come il peruviano più illustre.
Peccato che lo scrittore, deluso dal suo Paese dopo essersi candidato come presidente ed essere stato sconfitto, scelse di vivere a Madrid e prese la nazionalità spagnola. Nel mio viaggio voglio andare sulle sue tracce e trovare i luoghi dei suoi libri.


In questo mio viaggio, fatto un po’ di lavoro e un po’ di vacanza, mi sono portato il computer per correggere le bozze del mio nuovo libro, che uscirà a metà settembre.
Ve lo racconterò, svelandovi titolo e copertina, al ritorno della newsletter venerdì 29 agosto.
Buona estate e buone vacanze.